V Domenica di Quaresima – anno C

7 Aprile 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

 

Gv 8,1-11

Commento

Anticamente Dio scrisse la Legge col suo dito su tavole di pietra (Es 31,18): mediante quella Legge, paradossalmente, ciascuno ha conosciuto il peccato che tende a commettere (Rm 7,7). Perché tendiamo a peccare? Perché siamo feriti. Perché ci portiamo un dolore dentro, e non vorremmo morire… perciò pecchiamo, illudendoci che non moriremo affatto, anzi! (Gen 3,4). Ma, di fatto, il peccato ci colpisce ancora di più con quella morte che volevamo evitare. È un circolo vizioso! Chi ci libererà? (Rm 7,24). Finché la Legge resta scritta sulla pietra, è per la nostra condanna. Occorre che Cristo la riscriva col suo dito non più sulla pietra, ma direttamente sull’adam, sulla terra, nell’uomo, dentro il suo cuore (Ger 31,33). Come è possibile scrivere la Legge di Dio nel cuore dell’uomo? Gesù lo fa attraverso il perdono, attraverso un atto di grazia. Il perdono guarisce la ferita che abbiamo dentro, quel dolore che vorremmo “anestetizzare” col peccato. In forza della guarigione scaturita dal perdono l’adultera, che sempre fu tale, ora potrà finalmente obbedire alle parole del Signore: «Va’ e d’ora in poi non peccare più». Chi ti libererà dalla condanna? Ti libera Gesù Cristo, che è morto per te, è risorto per te, intercede per te (Rm 8,34).

Alessio T.

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