Prima domenica di Avvento

03 Dicembre 2017

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Mc 13,33-37

Commento

Vegliate, la Speranza Fiorirà! E’ con queste parole che in questa I domenica d’Avvento vogliamo far nostra la Parola che il Signore ci dona. Note di Speranza, infatti, la Santa Madre Chiesa dissemina lungo i solchi delle orazioni formulate per questa domenica e attraverso la scelta delle letture. Ispirandosi al Sal 24/25,1-3 formula l’Antifona d’Ingresso, sottolineando la totale fiducia dell’orante che con animo risoluto afferma: «Chiunque spera in te non resta deluso». Allo stesso modo la Colletta: «nella tua fedeltà che mai viene meno ricordati di noi». 

A quale Speranza e a quale Fedeltà siamo introdotti? 

La Speranza alla quale la Chiesa ci esorta è dunque la Speranza Certa presente nella profezia d’Isaia: «Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci dà forma, tutti noi siamo opera delle tue mani». 

Il Vangelo presenta poi due tasselli fondamentali di questa domenica: “Vegliare” e “stare attenti”. Nella orazione colletta chiediamo al Padre di “donarci l’aiuto della sua grazia” ora il Vangelo ci mostra che questo aiuto ci è dato proprio dall’esortazione che Gesù rivolge ai suoi discepoli e con loro a tutti noi. È necessario “stare attenti”e “vigilare” in attesa del ritorno del padrone di casa. Gesù, infatti, mette bene in guardia dal fatto che non si conosce “il momento preciso”. 

Come dobbiamo attendere? Come vegliare? 

Non ci rimane che attendere con responsabilità, fermamente impegnati nel quotidiano con la consapevolezza che: «Lì dove sono le nostre aspirazioni,  il nostro lavoro, lì dove si riversa il nostro amore, quello è il posto del nostro quotidiano incontro con Cristo. È in mezzo alle cose più materiali della terra che ci dobbiamo santificare, servendo Dio e tutti gli uomini. Il cielo e la terra […] sembra che si uniscano laggiù, sulla linea dell’orizzonte. E invece no, è nei nostri cuori che si fondono davvero, quando viviamo santamente la vita ordinaria» (Cf. San Josemaria Escrivà, Amare il mondo appassionatamente, 8-X-1967).

Il Cristo che è venuto già nella storia dal seno di Maria e viene oggi nella Celebrazione Eucaristica, verrà ancora! È a questo Avvento, come ci ricordano le parole del Prefazio, che siamo particolarmente chiamati a prestare attenzione: «Al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana, egli portò a compimento la promessa antica […] Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa». 

Giuseppe Salvato C.

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